{"id":302,"date":"2012-06-30T10:10:43","date_gmt":"2012-06-30T08:10:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sicurellosi-safety.com\/ILTERREMOTOit\/?p=302"},"modified":"2022-03-27T13:28:36","modified_gmt":"2022-03-27T11:28:36","slug":"come-recuperare-in-sicurezza-gli-edifici-danneggiati-dal-sisma-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sicurellosi-safety.com\/ILTERREMOTOit\/come-recuperare-in-sicurezza-gli-edifici-danneggiati-dal-sisma-2\/","title":{"rendered":"Come recuperare, in sicurezza, gli edifici danneggiati dal sisma"},"content":{"rendered":"<p><strong>Indicazioni per la sicurezza dei lavoratori nelle attivit\u00e0 di realizzazione delle opere provvisionali preliminari al recupero degli edifici danneggiati. Di Stefano Farina, Coordinatore per la Sicurezza Cantieri negli interventi post terremoto a L&#8217;Aquila.<\/strong><\/p>\n<p>[articolo tratto da <a href=\"http:\/\/www.puntosicuro.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">PUNTOSICURO.it<\/a>]<\/p>\n<div>Trento, 7 Giu &#8211; A pochi anni di distanza dal sisma aquilano, il nostro Paese si trova ad affrontare una nuova emergenza derivante dal terremoto.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Numerose sono le problematiche che si devono affrontare: paura, ansia, incertezza, preoccupazione per il futuro, si sommano ai danni agli edifici ed agli insediamenti industriali. La volont\u00e0 di ripartire \u00e8 certamente forte e fondamentale e la naturale conseguenza \u00e8 la necessit\u00e0 di messa in sicurezza e\/o recupero degli immobili, attivit\u00e0 che per\u00f2 \u2013 al fine di evitare ulteriori drammi &#8211; deve essere eseguita nel rispetto delle norme che tutelano la sicurezza dei lavoratori.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Nell\u2019intervento di oggi cercher\u00f2 di esaminare gli aspetti legati all\u2019esecuzione delle puntellazioni degli edifici, un\u2019attivit\u00e0 importante per il futuro recupero degli immobili danneggiati, ma che, se non eseguita in modo corretto (dal punto di vista della sicurezza degli operatori) pu\u00f2 portare a rischi inaccettabili.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>Nell\u2019affrontare questa tematica \u00e8 necessario e fondamentale fare una premessa che ci aiuta a meglio capire quali sono le norme applicabili e le procedure da adottare.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Superata la prima fase dell\u2019emergenza ove \u00e8 fondamentale intervenire per il recupero delle persone che sono rimaste coinvolte dai crolli degli edifici ed alla prima emergenza, si passa ad una seconda fase che riguarda la messa in sicurezza degli edifici. In questa situazione due sono le tipologie di intervento, che rientra a tutti gli effetti nella disciplina dei cantieri temporanei o mobili.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>La prima tipologia di intervento riguarda situazioni dove le attivit\u00e0 vengono programmate e realizzate mediante l\u2019intervento diretto del personale del Dipartimento della Protezione Civile o ad esso connesso e collegato; la seconda riguarda invece tutti gli interventi eseguiti, sia in fase di emergenza, sia successivamente ad opera di singoli operatori (imprese di costruzione, lavoratori autonomi, ecc.).<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>La normativa vigente differenzia infatti in modo sostanziale le due attivit\u00e0. Per quanto riguarda l\u2019intervento della Protezione Civile esso rientra in quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri 28 novembre 2011 , n. 231 \u2013pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno 8 febbraio 2012 \u2013 nel quale vengono precisati tutti gli aspetti relativi alla formazione dei \u201clavoratori\u201d ( che vengono denominati \u201cPersonale del Dipartimento della Protezione Civile\u201d ),della sorveglianza sanitaria, delle misure generali di tutela, D.P.I., valutazione del rischio e, all\u2019articolo 9, dei Cantieri temporanei e mobili ex Titolo IV del decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>In particolare in tale articolo si precisa che \u201c<em>nelle attivit\u00e0 di cui al titolo IV (Cantieri temporanei e mobili) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i. successive modificazioni ed integrazioni, poste in essere dalle strutture coordinate dal Dipartimento della protezione civile, in attivit\u00e0 poste in essere per fronteggiare eventi di cui all&#8217;articolo 2 della legge 24 febbraio 1992, n. 225 [*1], rientrano gli interventi da eseguire con immediatezza e speditezza, anche con affidamenti eccezionali, che non consentono la redazione preliminare n\u00e9 del progetto di tali interventi n\u00e9 del Piano della sicurezza e coordinamento. In tal caso la committenza \u00e8 esonerata dalla redazione del Piano della sicurezza e coordinamento ma \u00e8 tenuta alla nomina immediata di un Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione che provvede a coordinare lo svolgimento delle varie attivit\u00e0 di competenza. Il Coordinatore per la sicurezza assicura una presenza continua in cantiere e si avvale di assistenti. Il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione, sebbene esonerato dalla redazione del Piano della sicurezza e coordinamento, \u00e8 tenuto, in ogni caso, alla redazione del fascicolo di cui articolo 91, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni ed integrazioni, anche se successivamente alla realizzazione dell&#8217;opera prevista. Il Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione in considerazione dei compiti e delle mansioni affidatigli ai sensi dell&#8217;articolo 92 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., al fine di rendere pi\u00f9 efficace la propria azione di coordinamento, tenuto conto dell&#8217;esigenza di assicurare una presenza pi\u00f9 assidua nel cantiere, pu\u00f2 limitare le procedure di cui al citato articolo 92 alla sola verbalizzazione delle situazioni di rischio grave ed imminente ovvero passibili di sospensione delle attivita&#8217; del cantiere derivanti da rischi propri delle singole imprese, nonch\u00e9 da rischi interferenti tra le diverse imprese. \u201c<\/em><\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\u00a0<\/p>\n<div>Ne consegue che in tali interventi Vi \u00e8 la necessit\u00e0 della presenza del coordinatore per la sicurezza che effettuer\u00e0 un\u2019attivit\u00e0 di sorveglianza tenendo conto dell\u2019esigenza di assicurare una presenza assidua, anche avvalendosi di assistenti.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Per quanto riguarda, invece, gli interventi eseguiti sui singoli edifici e strutture si rientra invece nell\u2019applicazione integrale dei disposti normativi del Titolo Quarto, Capo I del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., ovvero nella necessit\u00e0 da parte del Committente di nominare un Coordinatore per la Sicurezza (in caso di presenza \u2013anche non contemporanea &#8211; di pi\u00f9 imprese), che rediger\u00e0 i documenti previsti dall\u2019art. 91 ed eseguir\u00e0 il coordinamento delle attivit\u00e0 come previsto dall\u2019art. 92. In tutti i casi il Committente dovr\u00e0 verificare l\u2019idoneit\u00e0 tecnico professionale delle imprese ed adempiere agli altri aspetti legati al proprio ruolo.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Fatta questa debita premessa, andiamo ora a vedere quali sono i comportamenti e le procedure per una corretta esecuzione delle attivit\u00e0.<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/p>\n<div>I primi aspetti riguardano la verifica dell\u2019agibilit\u00e0 e la verifica statica del singolo edificio. Numerosi sono i tecnici che intervengono per eseguire tali verifiche. Ricordiamo che anche queste attivit\u00e0 devono essere eseguite nella tutela del singolo individuo e, probabilmente entrare in un edificio lesionato con corredo di caschetto e idonee calzature, ma totalmente privi di formazione\/informazione relativa alla propria sicurezza (comportamenti da tenere, modalit\u00e0 di accesso ai piani superiori degli edifici, procedure da rispettare in caso di scossa sismica durante il sopralluogo, ecc.) non \u00e8 certo l\u2019ideale. Anche per questi soggetti \u00e8 pertanto necessario prevedere specifici momenti formativi\/informativi.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Una volta eseguita la verifica statica e stabilita la possibilit\u00e0 di recupero dell\u2019edificio si dovr\u00e0 provvedere alle varie fasi della messa in sicurezza. Quanto sotto risulta essere indicativo e non tiene conto di aspetti legati ad edifici tutelati dal punto di vista artistico, storico, monumentale:<\/div>\n<div>&#8211; verifica degli edifici limitrofi a quello su cui intervenire per determinare potenziali situazioni di pericolo (cedimenti, crolli, ecc.) ed eventualmente delimitare fisicamente le aree di intervento.<\/div>\n<div>&#8211; predisposizione percorsi sicuri di accesso all\u2019edificio oggetto dell\u2019intervento.<\/div>\n<div>&#8211; disattivazione di tutti gli impianti presenti (elettricit\u00e0, gas, acqua, eventuali impianti industriali, ecc.);<\/div>\n<div>&#8211; rimozione di elementi pericolanti (camini, antenne, gronde e cornicioni, serramenti, intonaci distaccati, cavi elettrici penzolanti, vasi di fiori, colonnine ed altri elementi decorativi instabili, altre strutture presenti e che risultano danneggiate \u2013 ad esempio ponteggi installati precedentemente al terremoto, murature di tamponamento collassate, ecc.);<\/div>\n<div>A seconda del grado di danneggiamento dell\u2019edificio, e comunque per una maggiore tutela dei lavoratori, le attivit\u00e0 sopra indicate dovranno essere eseguite senza posizionarsi sull\u2019edificio stesso, ma servendosi \u2013 per quanto possibile \u2013 di piattaforme di lavoro mobili elevabili;<\/div>\n<div>&#8211; puntellazione delle pareti perimetrali e\/o delle strutture portanti perimetrali, puntellazione di balconi, sbadacchiatura di fori finestra e fori porta;<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div>Solo dopo aver provveduto a mettere in sicurezza l\u2019esterno dell\u2019edificio si pu\u00f2 procedere all\u2019esecuzione delle opere interne prevedendo la puntellazione del primo solaio, la centinatura di archi e volte, la cerchiatura dei pilastri e quant\u2019altro previsto dai progettisti.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Nel caso in cui sia necessario puntellare solai intermedi, l\u2019azione di contrasto dovr\u00e0 essere affidata fin da subito al basamento e non al solaio sottostante. Nella costruzione del puntello bisogner\u00e0 quindi partire dal livello pi\u00f9 basso fino a raggiungere il solaio dissestato.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Durante tutte le fasi di lavoro si devono sempre tenere in considerazione i seguenti fattori:<\/div>\n<div>1) possibilit\u00e0 di cedimenti delle strutture sulle quali si sta provvedendo ad eseguire i rinforzi con crolli localizzati o estesi,<\/div>\n<div>2) possibilit\u00e0 di nuove scosse sismiche con il rischio di nuovi crolli (parziali o totali) dell\u2019edificio nel quale si sta lavorando o di quelli limitrofi,<\/div>\n<div>3) evidenziazione di criticit\u00e0 strutturali degli edifici che nel corso dei sopralluoghi non era stato possibile rilevare,<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Se per quanto attiene al terzo punto la soluzione \u00e8 abbastanza semplice e porta ad uno stretto contatto tra esecutori dei lavori e progettisti\/direttori dei lavori, per il punto 1 e 2 il discorso si fa certamente pi\u00f9 complesso e ci porta a sottolineare l\u2019importanza che tutte le attivit\u00e0 svolte su edifici danneggiati vengano eseguiti da personale competente e specificatamente formato e sulla base di una pianificazione puntuale di tutti gli aspetti esecutivi compresi quelli della sicurezza degli operatori.<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Ecco allora la necessit\u00e0 di effettuare la corretta analisi dei rischi, la predisposizione di procedure di lavoro e l\u2019effettuazione di specifici momenti formativi dei lavoratori nei quali si dovranno andare ad affrontare numerosi aspetti legati al singolo cantiere. Di seguito alcuni dei punti che dovranno essere affrontati:<\/p>\n<div>a) tipologia di struttura e limiti di resistenza della stessa (desunti anche dalla classificazione dei danni subiti), degli elementi che pi\u00f9 di altri potrebbero cedere (balconi, pareti interne, scale, ecc.), delle situazioni contingenti (presenza di edifici limitrofi danneggiati, presenza di locali interrati, di impianti industriali, di inquinanti, di amianto, \u2026);<\/div>\n<div>b) analisi dei punti pi\u00f9 sicuri dove posizionarsi in caso di emergenza, delle modalit\u00e0 di comportamento da tenere durante i lavori, informazioni sulle vie di fuga e sui presidi per la gestione delle emergenze;<\/div>\n<div>c) modalit\u00e0 di predisposizione di opere di salvaguardia dei lavoratori con la realizzazione di punti sicuri costituiti da strutture autonome idoneamente calcolate a resistere a crolli o cedimenti dell\u2019edificio nel quale si opera e nelle quali i lavoratori addetti a determinate attivit\u00e0 possano trovare rifugio in caso di emergenza;<\/div>\n<div>d) modalit\u00e0 di predisposizione delle opere provvisionali e di quali attrezzature andranno utilizzate nell\u2019esecuzione delle singole opere e indicazioni integrative necessarie per la corretta messa in opera delle opere stesso nel rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro;<\/div>\n<div>e) tipologia dei d.p.i. da utilizzarsi. Ad esempio il datore di lavoro, ai fini di una maggiore sicurezza, potrebbe decidere di far utilizzare elmetti dotati di cinghia sottogola, al posto degli elmetti tradizionali, fornire mascherine FFP3 anzich\u00e9 FFP1 o passare a protezioni delle vie respiratorie di livello superiore, fornire tute monouso, ecc.;<\/div>\n<div>f) modalit\u00e0 di gestione delle emergenze, perch\u00e9 purtroppo nonostante tutte le precauzioni e procedure che si possono mettere in opera un rischio residuo \u00e8 comunque presente.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Un\u2019ulteriore annotazione riguarda il sollevamento di persone mediante l\u2019utilizzo di attrezzature non costruite allo scopo (es. autogru). Tutti noi abbiamo presenti\u2013 sia nel sisma che ha colpito l\u2019Abruzzo, sia in questo che ha colpito l\u2019Emilia e la Lombardia \u2013 le immagini di vigili del fuoco che, agganciati ad un\u2019autogru, vengono calati all\u2019interno di edifici e chiese. Questa operazione pu\u00f2 essere eseguita solo ed esclusivamente da personale altamente specializzato (ed infatti i vigili del fuoco possono operare in questo modo), ma non pu\u00f2 per contro essere fatto dalle singole imprese e dai loro lavoratori.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Ricordiamo quanto previsto nel parere espresso dalla commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, alla seduta del 19 gennaio 2011, sul concetto di \u201ceccezionalit\u00e0\u201d nell\u2019uso di attrezzature di lavoro non progettate a tale scopo per il sollevamento di persone nel quale si precisano i limiti di utilizzo di tali attrezzature ed inoltre al documento elaborato ed approvato in data 18 aprile 2012 in seno alla Commissione consultiva permanente di salute e sicurezza sul lavoro e denominato \u201c Procedure tecniche da seguire nel caso di sollevamento persone con attrezzature non previste a tal fine\u201d.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Un altro aspetto molto importante riguarda anche i punti di ancoraggio degli operatori che eseguono lavori in quota. Esiste l\u2019usanza di agganciare il sistema anticaduta direttamente alla piattaforma mobile elevabile e scendere dalla medesima sull\u2019opera ove eseguire l\u2019intervento. Tale procedura non garantisce l\u2019operatore in quanto la piattaforma non \u00e8 realizzata a tale scopo (a parte qualche rara eccezione) e pertanto in caso di caduta dall\u2019alto dell\u2019operatore non ne viene garantita la sicurezza.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>\n<div><strong>Farina Geom. Stefano<\/strong><\/div>\n<div>Responsabile Nazionale Comitato Costruzioni di AiFOS<\/div>\n<div>Coordinatore per la Sicurezza Cantieri nella realizzazione interventi post terremoto nelle localita&#8217; di Onna e Villa S.Angelo (L&#8217;Aquila)<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><em> (*1) <\/em><\/div>\n<div><strong><em>Legge 24 febbraio 1992, n. 225 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff., 17 marzo, n. 64 ). <\/em><\/strong><\/div>\n<div><strong><em>Istituzione del Servizio nazionale della protezione civile.<\/em><\/strong><\/div>\n<div><em> <\/em><strong><em>Articolo 2 Tipologia degli eventi ed ambiti di competenze. <\/em><\/strong><\/div>\n<div><em>1. Ai fini dell&#8217;attivit\u00e0 di protezione civile gli eventi si distinguono in: <\/em><\/div>\n<div><em>a. eventi naturali o connessi con l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;uomo che possono essere fronteggiati mediante interventi attuabili dai singoli enti e amministrazioni competenti in via ordinaria; <\/em><\/div>\n<div><em>b. eventi naturali o connessi con l&#8217;attivit\u00e0 dell&#8217;uomo che per loro natura ed estensione comportano l&#8217;intervento coordinato di pi\u00f9 enti o amministrazioni competenti in via ordinaria; <\/em><\/div>\n<div><em>c. calamit\u00e0 naturali, catastrofi o altri eventi che, per intensit\u00e0 ed estensione, debbono essere fronteggiati con mezzi e poteri straordinari. <\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Indicazioni per la sicurezza dei lavoratori nelle attivit\u00e0 di realizzazione delle opere provvisionali preliminari al recupero degli edifici danneggiati. 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